CAPITOLO 15

Avete mai notato che la parola “grazie” fa bene a chi la pronuncia e a chi la riceve?

 

 

Breve e sintetica, grazie è una parola meravigliosa e dal grande significato che, se pronunciata, fa la differenza; è uno dei primi vocaboli che impariamo a pronunciare sin da piccoli e rappresenta molto più di una semplice formula di cortesia: è la base dell’educazione, espressione di un atteggiamento positivo verso la vita e, soprattutto, un modo unico per dimostrare gratitudine, ovvero quel sentimento di riconoscenza e disposizione d’animo che si traduce in affetto verso chi ci ha fatto del bene.

 

Si tratta di una potente esperienza positiva capace di promuovere una vita più felice e appagante insieme alla possibilità di sviluppare una maggiore attenzione verso ciò che succede di positivo ogni giorno, tutte quelle cose preziose che, purtroppo, tendiamo a dimenticare o a dare per scontate in un mondo che va sempre troppo di fretta.

Dire grazie significa riconoscere il fatto che si ha bisogno l’uno dell’altro, concetto che è alla base della società: la gratitudine è il sentimento positivo per eccellenza, ci consente di entrare in sintonia con gli altri, di colmare i cuori attraverso un’autentica riconoscenza reciproca e ristrutturare, alla base, il nostro rapporto con il creato; è un valore essenziale per vivere bene con sé stessi e gli altri.

 

Essere grati diventa una concezione della vita, un modo di porsi nei confronti del mondo e del prossimo partendo dall’importante presupposto per cui nulla è scontato o dovuto, al contrario ogni cosa diventa un dono e ogni momento trascorso in vita si rivela prezioso.

 

Ognuno di noi è portatore sano di una storia, emozioni e desideri. Chi è fortunato riesce a dar voce al proprio vissuto emotivo tramite sguardi, silenzi e parole; ne esistono tante, di tutti i tipi ma, come abbiamo visto, ce ne sono alcune davvero speciali, forti e travolgenti e lo sono in tutte le forme, lingue e traduzioni.

Diventa evidente il potere del linguaggio, il più importante sistema di comunicazione umana: è uno strumento con cui costruiamo e legittimiamo la realtà che ci circonda, la principale forma di mediazione simbolica attraverso cui si costruisce e si trasmette il significato, è la prima fonte di socializzazione.

 

Nell’Ottocento, il filosofo inglese George Henry Lewes, nel suo “The study of psychology”, riferendosi al linguaggio sottolinea che “Come gli uccelli hanno le ali, l’essere umano possiede il linguaggio. Le ali forniscono agli uccelli quel loro atteggiamento caratteristico che è la locomozione aerea. Il linguaggio fa sì che l’intelligenza e le passioni degli esseri umani acquisiscano quel loro carattere peculiare di intelletto e sentimento”.

 

La gratitudine si configura come un prezioso antidepressivo naturale: il cervello produce spontaneamente alcune sostanze che rappresentano un vero e proprio balsamo per l’unità indissolubile mente-corpo, le endorfine, considerate ormoni del benessere perché spronano il movimento, mantengono alto il tono energico e allentano la stanchezza; tutto ciò ha ovviamente risvolti molto positivi dal punto di vista mentale, ci dà la forza necessaria per affrontare con grinta la quotidianità ed eventuali complicazioni, rendendo i problemi meno pesanti e gli obiettivi complessi sempre più raggiungibili.

 

Le persone grate sperimentano più soddisfazione nella vita, più fiducia nei confronti di sé stessi e degli altri ed una maggiore quantità di emozioni costruttive quali empatia, generosità, vitalità e ottimismo insieme a bassi livelli di depressione e stress psico-fisico.

Insomma, se vogliamo vivere bene e godere di momenti di soddisfazione personale contraddistinti da serenità, pace e fiducia, non dobbiamo provare a condizionare gli eventi esterni ma lavorare sul nostro mondo interiore sviluppando emozioni e sentimenti positivi, tra i primi un profondo senso di gratitudine.

 

Non dimentichiamo mai di dire grazie a chi ogni giorno ci tiene per mano e ci accompagna nel lungo e tortuoso cammino della vita, a chi si prende cura delle ferite della nostra anima e le guarisce, a chi non è mai stanco di ascoltarci neanche a notte fonda, al signore gentile che ci augura una buona giornata, a chi dona in modo incondizionato senza aspettarsi nulla in cambio.

 

Diciamo grazie anche a chi è andato via perché a modo suo ci ha insegnato qualcosa e, infine ma non per importanza, ringraziamo noi stessi che ogni giorno cambiamo e ci trasformiamo per diventare persone migliori.

“Nella vita ordinaria noi raramente ci rendiamo conto che riceviamo molto di più di ciò che diamo e che è solo con la gratitudine che la vita si arricchisce.”

 

-Dietrich Bonhoeffer

 

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Dott.ssa Simona Remino, Psicologa

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